Stupiscimi
Alexey Brodovitch insegnava al Design Laboratory, e ai suoi allievi dava un ordine solo, astonish me, stupitemi. Russo, formato a Parigi negli anni venti, arrivò in America nel 1930 e dal 1934 fu per più di vent'anni art director di Harper's Bazaar a New York, dove trasformò la pagina di moda da vetrina ferma a sequenza cinematografica. Dal suo tavolo passarono Avedon e Penn, che erano stati suoi allievi prima di diventare i suoi fotografi.
La sua idea era semplice, una rivista non si guarda pagina per pagina, si attraversa. Il bianco non era vuoto, era tempo, le immagini sconfinavano oltre i margini come fotogrammi tagliati, e il suo Ballet del 1945, fotografato al buio del teatro con una macchina piccola, grana grossa e figure mosse, sembrava girato più che fotografato. L'impaginazione faceva muovere le immagini.
Il feed è la rivista di oggi, e scorre come scorrevano le sue doppie pagine. Un carosello o un reel sono impaginazione nel tempo, ritmo e attesa. Si progetta ancora il singolo post come un francobollo isolato, e non la sequenza, che è il luogo dove l'occhio decide se restare.
Chi viene dalle redazioni lo sa, la pagina era una partitura. Mi chiedo quanti feed reggerebbero l'ordine che Brodovitch dava ai suoi allievi, stupitemi.